Territori che rigenerano, l’intervento del presidente Cia Cristiano Fini
A tirare le somme della giornata di lavori il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini
“I territori montani e le aree interne esprimono bisogni specifici ed urgenti, resi ancora più centrali dal fatto che la maggior parte dell’agricoltura risiede proprio in queste realtà. Per questo motivo è indispensabile porre al centro delle politiche le persone, le imprese e le comunità che popolano tali territori.
Per raggiungere questo obiettivo occorre una vera e propria strategia per il Sistema Paese, fondata sulla consapevolezza che la pianura si salva soltanto se si salvaguarda la montagna. Oggi assistiamo al paradosso di città sature e sovraffollate, incapaci di sostenere la pressione demografica e turistica, a fronte del continuo spopolamento delle aree rurali e interne. Tuttavia, se finora il sistema ha continuato ad arretrare, significa che le soluzioni individuate non sono state seguite da azioni conseguenti. Occorre quindi passare dalle parole ai fatti, introducendo progetti concreti e immediatamente realizzabili, a partire dai servizi essenziali come infrastrutture, welfare, sanità e scuola. Un tema altrettanto cruciale è quello della manutenzione del territorio: la mancanza di interventi e l’approccio ideologico degli ultimi anni hanno generato danni ingenti che dall’Appennino si sono poi riversati fino in pianura.
Oltre ai servizi, è fondamentale garantire un presidio economico e commerciale capillare — dal negozio di vicinato ai servizi postali — affinché vivere in montagna rimanga una scelta sostenibile e conveniente. È inoltre necessario incentivare l’insediamento di realtà artigianali e industriali capaci di creare occupazione, attirando nuove famiglie e stimolando l’aggregazione e il ruolo centrale dell’agricoltura. Prevedere forme di perequazione fiscale o il trasferimento di risorse dalla pianura alla montagna non costituisce una semplice misura assistenziale, ma un investimento a tutela di tutti, poiché la tenuta dei territori montani salvaguarda chi vive in pianura. Senza un sostegno adeguato a cittadini e imprese nelle aree interne, il fenomeno dello spopolamento non potrà mai essere arrestato.
La recente mobilitazione di Cia Agricoltori Italiani a Montecitorio ha voluto evidenziare la grave crisi delle campagne, segnata da un aumento sproporzionato dei costi di produzione a fronte di un crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori. Questa situazione penalizza sia le aziende agricole, che rischiano la chiusura, sia i consumatori, costretti a ridimensionare gli acquisti. Perdere l’agricoltura nelle aree fragili non significa solo perdere la produzione alimentare e l’economia locale, ma anche compromettere la tutela dell’ambiente e il presidio dei territori.
Infine, occorre superare le visioni ideologiche sulla gestione dei boschi: l’abbandono del patrimonio forestale non fa bene all’ambiente, ma provoca dissesti idrogeologici e incendi. L’Italia dispone di un’ampia ricchezza forestale che deve essere gestita in modo attivo e programmato, trasformando la risorsa legno in un’opportunità per le imprese locali e riducendo la dipendenza dalle importazioni dall’estero. Soltanto garantendo dignità economica, il giusto valore al lavoro degli agricoltori e valorizzando il ruolo dei giovani sarà possibile arginare lo spopolamento e dare un futuro alle aree interne del Paese”.