Vademecum agriturismi, vendita diretta, consegna a domicilio, vivai – Emergenza Covid-19

6 maggio 2021

Il territorio della regione Emilia Romagna è ZONA GIALLA DAL 26 aprile.

La sintesi comprende normative sanitarie, amministrative e fiscali dedicata alla vendita diretta, agli agriturismi, per la parte dedicata alla consegna a domicilio.

ATTIVITÀ AGRICOLE CONSENTITE (ATECO 01.)

Le attività agricole sono tutte consentite, anche il florovivaismo.

AGRITURISMO

Dal 26 aprile è stato quindi possibile riprendere le attività di ristorazione con consumo al tavolo ai sensi del decreto legge 52/2021.

Al suddetto decreto ha fatto seguito la pubblicazione da parte della Conferenza delle Regioni delle LINEE GUIDA.
Queste Linee guida contengono indicazioni più o meno dettagliate per la  corretta gestione di diverse attività, tuttavia resta inteso che la data di riapertura delle diverse tipologie di attività è regolata dal DL 52/2021.

Si riportano di seguito la data di riapertura – in zona gialla – di talune attività di interesse per le aziende agricole:

RISTORAZIONE CON CONSUMO AL TAVOLO
– Dal 26 aprile ESCLUSIVAMENTE ALL’APERTO a pranzo e a cena, dalle ore 5.00 fino alle 22.00.

Cosa si intende per consumo di alimenti al tavolo all’aperto:

1) Area senza alcuna copertura o coperta tramite ombrelloni

2) Dehors, vale a dire tensostrutture con pareti in materiale plastico amovibile /apribile, totalmente aperti

3) Strutture con soffitto fisso, ma con almeno tre lati completamente aperti (salvo l’ingombro costituito dai sostegni)

4) Portici e porticati, analogamente al punto precedente

5) Strutture con soffitto fisso e pareti scorrevoli, aperte per almeno il 50% della superficie dei tre lati.

In queste strutture possono essere utilizzati riscaldatori, stufe, altri strumenti di regolazione della temperatura.

Dal 1° giugno ristorazione anche AL CHIUSO solo a pranzo dalle ore 5:00 fino alle ore 18:00

ATTENZIONE
Resta inteso che formalmente SONO VIETATE FESTE E BANCHETTI a seguito di cerimonie civili e religiose e grandi eventi privati,
così come restano chiuse le sale da ballo, discoteche e locali assimilati.
Questo a meno che il Governo non allenti, nel corso delle prossime settimane, le maglie delle restrizioni, consentendo ai ristoranti in zona gialla di organizzare i banchetti all’aperto, come avviene per i semplici clienti.

PISCINE ALL’APERTO – apertura dal 15 maggio (vedi protocollo piscine valido dal 04 agosto 2020)
PALESTRE – apertura dal 1° giugno
CENTRI TERMALI, PARCHI TEMATICI E DIVERTIMENTO – apertura dal 1° luglio
FIERE – apertura dal 15 giugno
CONVEGHI E CONGRESSI – apertura dal 1° luglio

Le date e le informazioni sopra indicate sono contenute nel suddetto decreto 52/2021, il quale resta in vigore fino al prossimo 31 luglio. Tuttavia, Governo e Ministero della Salute hanno più volte ribadito che si procederà periodicamente ad una valutazione dei rischi che, se dovessero diminuire, implicherebbero anche l’allentamento delle disposizioni attualmente vigenti.

Per essere aggiornati invitiamo a controllare periodicamente le Faq

   del governo: https://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638#zone

            e

                della regione Emilia-Romagna: https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus

IMPORTANTE

I CARTELLI INFORMATIVI normativa Covid-19 in italiano ed inglese sono OBBLIGATORI per tutte le attività in cui è prevista l’apertura al pubblico e la vendita diretta.

Nei locali aperti al pubblico è obbligatorio il cartello all’ingresso di ogni attività per indicare la capacità massima di persone che vi possono permanere contemporaneamente (vedi cartelli allegati), dislocare su più punti i DPI.

LA RICETTIVITÀ agrituristica non ha limitazione. La ristorazione è consentita solo per le persone alloggiate.

CANONE RAI 2021 – ESONERO

Per tutto il 2021 strutture ricettive, nonché bar, pub, ristoranti e tutti gli esercizi di somministrazione e consumo di bevande pubblici o aperti al pubblico, insieme – sono escluse dal pagamento dell’abbonamento radiotelevisivo. Tale esonero è stato introdotto da un emendamento approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato che va a sostituire quello attualmente in vigore che prevede uno sconto del 30 per cento.

NORME PER LA CONSEGNA A DOMICILIO e ASPORTO DI PRODOTTI

  • È consentita la consegna a domicilio e asporto (fino alle 22:00);
  • Deve essere aggiornato il manuale di autocontrollo aziendale, in funzione di questa specifica attività accessoria, per fornire evidenza di aver analizzato i pericoli e individuato le procedure idonee al contenimento dei rischi sull’igiene fino al momento della consegna (allego integrazione manuale).
  • I prodotti venduti allo stato sfuso (es. ortofrutta, formaggi, salumi, ecc.) devono essere pesati, prezzati e preincartati, utilizzando preincarti per uso alimentare e mettendo sempre in evidenza gli eventuali allergeni.
  • I prodotti venduti preimballati (confetture, olio, vino, ecc.) devono essere correttamente etichettati.
  • Il prodotto è accompagnato, se emesso da imprese agricole in regime iva ordinario, dal documento commerciale (cd. Scontrino), emesso dall’azienda prima della partenza. E’, invece, obbligatorio emettere la fattura secondo le vigenti norme, se espressamente richiesta dal cliente.
  • Mentre i produttori agricoli in regime iva speciale, che cedono prodotti propri appartenenti alla Tabella A, parte I, allegata al DPR 633/72 (prodotti agricoli principali es. frutta/vino), sono esonerati dall’emissione del documento commerciale. Per tali soggetti è, in ogni caso, opportuno accompagnare i prodotti ceduti da una quietanza di pagamento che assume rilevanza esclusivamente commerciale.
  • Ai fini Iva l’operazione di consegna a domicilio si configura comunque come cessione di beni e di conseguenza, alle cessioni in parola, devono applicarsi le aliquote iva proprie dei singoli prodotti ceduti.
  • Il trasporto deve avvenire utilizzando veicoli e contenitori puliti, nonché sottoposti a regolare manutenzione al fine di proteggere i prodotti alimentari da fonti di contaminazione, assicurando il mantenimento della catena del freddo, se richiesto dalle caratteristiche del prodotto;
  • Prima, durante e dopo ogni consegna, l’addetto deve indossare mascherina di protezione, i guanti in nitrile usa e getta (che vengono eliminati dopo ogni singola consegna e igienizza le mani con gel alcolico con concentrazione di alcol tra 60-85%. Nel rispetto delle indicazioni il ritiro dei cibi da parte delle persone addette e la relativa consegna al domicilio del cliente deve avvenire assicurando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e sempre all’esterno del domicilio del consumatore.
  • L’attività di trasporto di alimenti per la consegna a domicilio non necessita di notifica sanitaria.

Il pane non è più considerato prodotto agricolo

Con sentenza n. 4916/2021 del 28 aprile 2021 il TAR del Lazio ha escluso dai beni che possono essere oggetto delle attività agricole connesse, ai sensi dell’art. 32 del TUIR, la “produzione di prodotti di panetteria freschi” e la “produzione di pane”.

La sentenza dei giudici amministrativi ha quindi immediato impatto su tutte quelle imprese agricole che, in questi anni, avevano iniziato l’attività di produzione di pane.

Secondo i giudici del Tar, il pane non va incluso tra le attività connesse, essendo un’attività di “seconda trasformazione” (dal grano alla farina e dalla farina al pane), se non di “terza trasformazione” (dal grano grezzo al frumento, dal frumento alla farina e dalla farina alla produzione del pane).

A tal fine il Tar ricorda che “si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali”.

L’attività di panificazione non rientra tra le attività connesse a quella agricola in quanto “non relativa alla prima trasformazione di prodotti ottenuti direttamente dalla coltivazione del fondo”.

Ad esempio, la sentenza del Tar Lazio ricorda che si possono definire prodotti di “prima trasformazione” il vino (direttamente derivante dall’uva), l’olio (dalle olive), i formaggi (dal latte), lo zucchero (saccarosio) dalle bietole.

Il pane e gli altri prodotti da forno, invece, non derivano direttamente da un prodotto agricolo (ad esempio, il grano) bensì dalla farina, che a sua volta costituisce trasformazione del grano, oltre che da altri ingredienti.

Senza contare che nell’attività di panificazione vengono impiegati, solitamente, anche ingredienti che non provengono dall’industria alimentare di prima trasformazione, ma dall’industria chimica e biochimica, quali: aromi, conservanti, coloranti, addensanti, nutrienti, eccetera.

Le implicazioni di ciò sono notevoli perché hanno impatto sia sul piano fiscale, sia sul piano civilistico e sia, a ben guardare, su quello previdenziale.

Dal punto di vista fiscale l’impresa agricola che si cimentasse in tale attività non potrebbe usufruire della tassazione su base catastale e, proprio perché trattasi di seconda trasformazione, neppure di quella forfettaria (15%) ex art. 56-bis del TUIR.

Il reddito relativo all’attività di panificazione, quindi, avrebbe quindi natura di reddito d’impresa.

Da un punto di vista civilistico, la prosecuzione di tale attività, potrebbe mettere a rischio la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale.

Si ricorda infatti che la definizione di imprenditore agricolo professionale (IAP) fornita dall’articolo 1 del D.Lgs. 99/2004, nel caso di ditta individuale o persone fisiche, richiede che questi soggetti dedichino alle attività agricole di cui all’ articolo 2135 del Codice Civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavino dalle medesime attività agricole almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro.

Per le società invece si ricorda che il terzo comma dell’art. 1, del D.Lgs. 99/2004, prevede che una società possa essere considerata agricola qualora l’oggetto sociale sia esclusivamente l’attività agricola dell’attività agricola di cui all’art. 2135 del c.c.

Da ciò ne deriva che la perdita della qualifica di imprenditore agricole professionale, sia esso individuale sia esso societario, potrebbe comportare la perdita di aiuti di notevole entità (agevolazioni aiuti PSR, applicazione della PPC ecc.) arrivando addirittura a far perdere la qualifica di imprenditore agricolo ai fini previdenziali.

In attesa quindi di futuri sviluppi si consiglia alle aziende associate di prendere contatti al fine di analizzare la propria posizione qualora sia necessario per analizzare la posizione.

Codici tributo per la compensazione e la restituzione del contributo del DL Sostegni

Con la recente Risoluzione n. 24 del 12 aprile 2021, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per:

  • l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41;
  • la restituzione spontanea, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, del contributo non spettante.

Codice tributo per utilizzo del credito in compensazione

In particolare, per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del contributo a fondo perduto, nei casi in cui il contribuente abbia scelto tale modalità di fruizione, è istituito il codice tributo “6941” denominato “Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – credito d’imposta da utilizzare in compensazione – art. 1 DL n. 41 del 2021”.

Si ricorda infatti che, in merito all’utilizzo del contributo a fondo perduto, il comma 7 del citato articolo 1 prevede che, in alternativa all’accredito diretto sul conto corrente, a scelta irrevocabile del contribuente, il contributo a fondo perduto è riconosciuto, nella sua totalità, sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/97, presentando il modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

La scelta della modalità di utilizzo dell’agevolazione avviene nell’istanza per la richiesta del contributo e può essere modificata solo fino all’esito finale di riconoscimento del contributo; l’utilizzo in compensazione può quindi avvenire successivamente alla comunicazione di riconoscimento del contributo.

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo deve essere esposto nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza della colonna “importi a credito compensati” e il campo “anno di riferimento” va valorizzato.

Codici tributo ad hoc per la restituzione del contributo

Il soggetto che ha percepito il contributo in tutto o in parte non spettante, erogato mediante accredito sul c/c o utilizzato in compensazione, può restituire spontaneamente l’intero ammontare del contributo percepito o la quota dello stesso non spettante, maggiorata degli interessi e delle relative sanzioni ridotte in base all’art. 13 del D.Lgs. n. 472/97 (Isrttiuo del ravvedimento operoso)

A tal fine, sono stati istituiti i seguenti codici tributo:

  • 8128” denominato “Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – Restituzione spontanea – Capitale – art. 1 DL n. 41 del 2021”;
  • 8129” denominato “Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – Restituzione spontanea – Interessi – art. 1 DL n. 41 del 2021”;
  • 8130” denominato “Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – Restituzione spontanea – Sanzione – art. 1 DL n. 41 del 2021”.

Credito di imposta Agricoltura 4.0: trattrici agricole e carribotte

Interessante intervento da parte dell’Agenzia delle Entrate con la risposta 265 del 19 aprile 2021.

Il soggetto istante dichiarava di voler acquistare due trattrici agricole e un carro botte con relativo equipaggiamento hardware e software necessario per la gestione, trasmissione ed elaborazione dei dati al sistema aziendale che soddisfano i seguenti requisiti obbligatori:

  1. Controllo a mezzo Monitor;
  2. Controllo funzioni macchina;
  3. Guida satellitare;
  4. Documentazione agronomica;
  5. interconnessione ai sistemi informatici aziendali;
  6. integrazione automatizzata con possibilità di controllo in tempo reale;
  7. interfaccia uomo macchina semplice e intuitiva;
  8. interconnessione e programmazione con possibilità della macchina di inviare dati e riceverne da un programma esterno (ricevere dati macchina e agronomici, gestire e organizzare report, inviare set-up di lavori dedicati ecc.)

L’Agenzia delle Entrate, sentito il parere del MISE, ritiene che per i beni indicati siano soddisfatti i requsiti per godere dell’agevolazione.

Tuttavia, con riferimento alle due trattrici, precisa che qualora i requisiti di interconnessione e integrazione si ritengono soddisfatte attraverso la guida automatica / semiautomatica (opzione possibile solo per i beni di cui al punto 11 del gruppo 1), per tale caratteristica tecnologica, devono essere rispettate le precisazioni contenute nella Circolare MISE 177355 del 23/05/2018 nella quale è stato chiarito che i requisiti di interconnessione e integrazione per le macchine mobili di cui al punto 11 possono considerarsi soddisfatti attraverso l’implementazione dei componenti descritti se tali sistemi (guida automatica e semiautomatica) siano in grado di controllare almeno una funzione di spostamento (es. sterzata, velocità arresto) non potendo bastare sistemi che controllino solo l’accensione e lo spegnimento della macchina (sistemi tra l’altro non idonei a soddisfare il caricamento da remoto di istruzioni e/o part program, nel caso in cui si intendesse soddisfare i requisiti ordinari d interconnessione e integrazione ove si faccia ricorso all’impiego di sistemi finalizzati all’acquisizione e/o memorizzazione delle posizioni geografiche mediante geo-localizzazione).

Per quanto riguarda il carro botte lo scambio dati bidirezionale, gestito attraverso un dispositivo mobile (smartphone) che, tramite la rete di telecomunicazione cellulare GSM (GPRS o EDGE), UMTS (HSPA), o LTE, consente lo scambio dati tra una piattaforma CLOUD, basata sui protocolli Internet TCP/IP e http, e il controller interconnesso al dispositivo mobile tramite tecnologia wireless (bluetooth, wifi, ecc.) e dotato di software in grado di acquisire i dati della macchina (pressione pneumatici, posizione saracinesche, pressione olio ammortizzatori, tensione batteria) e attuare comandi (apertura elettrovalvole), possa considerarsi configurazione idonea al soddisfacimento delle caratteristiche tecniche richieste dalla disciplina agevolativa.

Le sfide dell’agricoltura: l’e-commerce per reagire alla crisi

Tante le prenotazioni: dopo quella del 30 marzo, in calendario una seconda presentazione del progetto e-commerce per gli associati dell’Emilia-Romagna

 Lunedì 12 aprile alle ore 18, viste le molte richieste, viene riproposta la presentazione agli associati dell’Emilia-Romagna del portale Dal Campo alla Tavola, il primo e-commerce che vede protagonisti gli agricoltori su tutto il territorio nazionale, realizzato con il sostegno di J.P.Morgan. L’incontro è in video conferenza con Google Meet. È necessaria l’iscrizione. Per informazioni, approfondimenti e iscrizioni alla presentazione del 12 aprile e/o sul portale “Dal Campo alla tavola” potete rivolgervi alla Dott.ssa Agnese Ceroni, responsabile Agriturismi, vendita diretta, igiene alimenti di Cia Romagna: e-mail: a.ceroni@cia.it; cellulare 348 0934571

Per il programma del 12 aprile clicca il seguente link https://www.cia.it/eventi/lecommerce-cia-reagire-alla-crisi-tappa-virtuale-emilia-romagna/

La nuova piattaforma https://www.dalcampoallatavola.it/, intende mettere a disposizione delle imprese agricole uno strumento agile, intuitivo ed efficace, che dia un forte impulso al mercato agroalimentare, dopo la scossa provocata dall’emergenza Covid.

Il portale (è già) on line, ricco di informazioni, servizi e possibilità di navigazione, vuole rendere semplice l’esperienza di acquisto delle eccellenze del Made in Italy – vino, olio, legumi, farine, conserve, ortofrutta, pasta artigianale, salumi e formaggi – anche grazie a blog, ricette, note culturali e racconti sulle nostre tradizioni alimentari. Sarà, inoltre, presente una sezione per il prodotto fresco attraverso un sistema di geo-localizzazione, che mette in contatto diretto l’acquirente con i venditori a lui più vicini.

Lo scopo è azzerare le distanze tra il campo e la tavola, consentendo a tutti i consumatori di acquistare i prodotti genuini della terra direttamente on line, quindi alle aziende agricole di agevolare la ripresa con la vendita diretta sul web dei prodotti agroalimentari puntando sull’innovazione digitale. 

IL SITO E’ GIA’ DISPONIBILE

PUOI GIA’ ISCRIVERTI AL PORTALE accedendo a https://www.dalcampoallatavola.it/, cliccare in alto a destra Crea un account. Qui trovi la Presentazione del Portale e le Istruzioni per l’iscrizione.

Come funzione la vendita on line

  • FASE 1 (che indicativamente durerà fino ad agosto): le aziende hanno a disposizione gratuitamente il portale per “esporre” e vendere i propri prodotti con sistema di pagamento elettronico; gestione delle spedizioni e relativi costi sono affidati direttamente all’azienda agricola. Nella sostanza si ha la possibilità di creare il proprio negozio on line.
  • FASE 2: si attiverà un magazzino unico di stoccaggio delle merci provenienti dalle aziende agricole di tutta Italia, quindi il cliente avrà la possibilità di acquistare in una unica soluzione prodotti di diverse aziende italiane. Le spedizioni saranno gestite in modo centralizzato.

Tuttavia anche con il passaggio alla Fase 2, sarà possibile rimanere lo status della Fase 1.

Martedì 30 marzo alle ore 17, in video conferenza con Google Meet, Cia-Agricoltori Italiani presenta, agli associati dell’Emilia-Romagna, il portale Dal Campo alla Tavola, il primo e-commerce che vede protagonisti gli agricoltori su tutto il territorio nazionale, realizzato con il sostegno di J.P.Morgan. E’ necessaria l’iscrizione, in quanto l’incontro è a numero chiuso e avranno diritto a partecipare i primi 100 che si riegistrano (per la prenotazione cliccare sul bollino rosso o inquadrare il QR Code dell’invito-programma dell’iniziativa o accedere direttamente dal link seguente https://forms.gle/rR9F77zZqoUDA6a87. Qualche giorno prima dell’iniziativa riceverai il link per collegarti).

Annullamento carichi di importo residuo fino a Euro 5.000,00 e ulteriore sospensione attività Agente della Riscossione

Ulteriore sospensione dei termini di versamento, in scadenza nel periodo dall’8 marzo 2020 al 30 aprile 2021 che riguarda le entrate tributarie e non tributarie, e nello specifico:

  • cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione;
  • accertamenti esecutivi emessi dall’Agenzia delle entrate;
  • avvisi di addebito emessi dall’INPS;
  • atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli ai fini della riscossione delle   risorse proprie tradizionali e della connessa IVA all’importazione;
  • ingiunzioni emesse dagli enti territoriali ai sensi del R.D. n. 639/1910;
  • accertamenti esecutivi emessi dagli enti locali.

Il decreto sposta la data di sospensione dei versamenti dal 28 febbraio al 30 aprile 2021.

I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati:

  • in unica soluzione entro il 31 maggio 2021 per tutte le rate in scadenza nell’anno 2020;
  • in unica soluzione entro il 30 novembre 2021 per le rate in scadenza il 28/02/2021, 31/03/2021, 31/05/2021 e 31/07/2021.

Il  decreto  nulla  di  nuovo  dice  in  merito  alla  possibilità  di  rateizzazione,  tuttavia  fa  riferimento  alla precedente disposizione, che prevedeva la sospensione dei pagamenti fino al 28 febbraio 2021 e, quindi, fissava il termine per il pagamento al 31 marzo 2021, è stato precisato che, in alternativa al pagamento in unica soluzione, il contribuente poteva chiedere la rateazione.

Infatti  Agenzia  delle  Entrate-Riscossione  precisava in una sua FAQ,  per  evitare  l’attivazione  di  procedure  di recupero, l’opportunità di presentare la domanda entro il termine di pagamento (oggi diventa 31 maggio 2021).

Veniva, inoltre, chiarito che, durante il periodo di sospensione (quindi, ai sensi del presente decreto, fino al 30 aprile 2021), Agenzia delle Entrate-Riscossione non attiverà alcuna nuova procedura cautelare (es. fermo amministrativo o ipoteca) o esecutiva (ad esempio, pignoramento).

In merito alle procedure di rottamazione, di definizione agevolata e saldo e stralcio in corso, il nuovo comma 3 dell’art. 68 prevede che il versamento delle rate da corrispondere nell’anno 2020 e di quelle da corrispondere il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 è considerato tempestivo e non determina l’inefficacia delle stesse definizioni se effettuato integralmente:

  • entro il 31 luglio 2021, relativamente alle rate in scadenza nell’anno 2020;
  • entro il 30 novembre 2021, relativamente alle rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021.

Nei casi di tardivo versamento delle relative rate non superiore a 5 giorni, l’effetto di inefficacia della definizione non si produce e non sono dovuti interessi.

Tenuto  conto  del  fatto  che  il  periodo  di  sospensione  dei  carichi  affidati  all’agente  della  riscossione interessa anche l’anno 2021, il nuovo decreto prevede uno slittamento dei termini di notifica delle relative cartelle di pagamento.

Il decreto prevede inoltre che siano automaticamente annullati i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del decreto, fino a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.

La nuova disposizione riguarda i carichi affidati agli agenti della riscossione da qualunque ente creditore, pubblico e privato fatti salvi i debiti espressamente esclusi che sono:

  • il recupero degli aiuti di Stato;
  • le somme da sentenza di condanna della Corte dei conti;
  • le sanzioni a carattere penale;
  • le risorse proprie Ue (ad esempio, dazi);
  • l’Iva all’importazione.

L’agevolazione spetta:

  • alle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro;
  • ai soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro.

Il decreto affida le disposizioni attuative ad un decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto, con il quale dovranno essere stabilite le modalità e le date dell’annullamento dei debiti, del relativo discarico e della conseguente eliminazione dalle scritture patrimoniali degli enti creditori. 

 È infine previsto che, fino alla data stabilita dal decreto ministeriale attuativo, è sospesa la riscossione di tutti i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del decreto, fino a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 e sono sospesi i relativi termini di prescrizione.

Contributo a Fondo Perduto – Decreto “Sostegni”

Pubblicato sulla G.U. 22.3.2021 n. 70 il Dl n. 41/2021, cosiddetto “Decreto Sostegni”

Nell’ambito del Decreto la misura sicuramente più attesa era quella relativa ai contributi a fondo perduto varata al fine di sostenere imprese/ lavoratori autonomi/titolari di reddito agrario colpiti dall’emergenza Covid-19. La domanda potrà essere presentata dal 30 marzo 2021 al 28 maggio 2021.

L’agevolazione spetta a tutti i soggetti, a prescindere dall’attività esercitata e dal codice ATECO, e quindi anche alle imprese agricole (anche esonerate dalla tenuta della contabilità ai sensi dell’art. 34 co. 6 DPR 633/72), a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato/corrispettivi 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato/corrispettivi 2019. Il contributo è individuato applicando una specifica percentuale (compresa tra il 60% e il 20%) alla differenza del predetto ammontare medio mensile fra le due annate considerate.

In luogo dell’erogazione diretta da parte dell’Agenzia delle Entrate, è possibile scegliere la “trasformazione” dello stesso in un credito d’imposta da utilizzare in compensazione nel modello F24.

Fra i soggetti beneficiari sono esclusi i soggetti la cui attività risulti cessata al 23/03/2021 e quelli che hanno attivato la partita iva a partire dal 24/03/2021 a meno che, per quest’ultimo caso, la stessa non sia stata attivata per continuazione con altra posizione iva (trasformazioni, decessi ecc.).

Come sopra accennato il contributo spetta se:

MEDIA MENSILE FATTURATO E CORRISPETTIVI 2020
MEDIA MENSILE FATTURATO E CORRISPETTIVI 2019
=
importo negativo maggiore del 30% rapportato alla media
mensile 2019

Nulla spetterà se la percentuale di perdita è inferiore al 30%.

Se la perdita è superiore al 30% il contributo è determinato applicando una specifica percentuale alla differenza fra le due medie presa in valore assoluto secondo la seguente tabella differenziata a seconda dei valori assunti dai ricavi/compensi 2019.

Il contributo non può essere inferiore a Euro 1.000,00 per le ditte individuali e a Euro 2.000,00 per le società.

Per comprendere il funzionamento di tale contributo si pensi ad un’impresa agricola che presenta i seguenti dati:

  • Fatturato 2019 = Euro 150.000,00
  • Fatturato 2020 = Euro 100.000,00

Di conseguenza la media mensile sarà:

Media mensile 2019 = 150.000,00 / 12 = 12.500,00

Media mensile 2020 = 100.000,00 / 12 =   8.333,33

Differenza media mensile 2020 – media mensile 2019 = 8.333,33 – 12.500,00 = perdita media pari a Euro 4.166,67 pari al 33,33% (4.166,67/12.500,00).

L’impresa avendo quindi subito una perdita superiore al 30% potrà ottenere il contributo pari a:

Perdita media 2020/2019  x percentuale in base alla fascia = 4.166,67 * 50% = Euro 2.083,33

Di converso un’impresa agricola che presenta i seguenti dati:

  • Fatturato 2019 = Euro 140.000,00
  • Fatturato 2020 = Euro 100.000,00

Di conseguenza la media mensile sarà:

Media mensile 2019 = 140.000,00 / 12 =  11.666,67

Media mensile 2020 = 100.000,00 / 12 =   8.333,33

Differenza media mensile 2020 – media mensile 2019 = 8.333,33 – 11.666,67 = perdita media pari a Euro 3.333,34 pari al 28,57% (3.333,34/11.666,67). In questo caso l’impresa non avrà diritto ad alcun contributo.

Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1/1/2019 la media mensile và calcolata con riferimento ai mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA ed il meccanismo di fruizione del contributo è lo stesso di cui sopra con l’avvertenza però che anche se la perdita dovesse risultare inferiore al 30% è comunque possibile applicare le percentuali sopra viste e se la perdita è pari o superiore a 0 in ogni caso spetta il contributo minimo di Euro 1.000/2.000 sopra indicato.

Per i soggetti che hanno attivato invece la partita IVA a partire dal 1/1/2020 e fino al 23/04/2021 il contributo, nell’impossibilità di calcolare la media mensile per l’anno 2019, spetta in ogni caso nella misura minima di Euro 1.000/2.000.

Si precisa che per attivazione si intende una vera prima attivazione e non un’attivazione della partita IVA per trasformazione da ditta individuale a società e viceversa o per successione ereditaria in quanto in tali casi la partita Iva si intende aperta in continuità con quella trasformata o del decuius.

Il contributo in esame può essere fruito alternativamente:

  • mediante accredito sul conto corrente bancario;
  • come credito di imposta compensabile in F24.

Tale scelta deve essere univoca e deve riguardare l’intero ammontare del contributo.

Non è pertanto possibile richiedere in parte l’erogazione diretta in conto corrente e in parte l’utilizzo in compensazione.

Con riferimento al conto corrente per l’accredito questo deve essere necessariamente intestato o cointestato al soggetto richiedente.

Se il conto corrente sui cui si chiede l’accredito fosse intestato ad altro soggetto la domanda verrà rifiutata. Per tale motivo se il richiedente è ad esempio una società, il conto corrente deve essere obbligatoriamente intestato alla società e l’indicazione del conto corrente intestato al socio determina lo scarto della domanda.

Si ricorda infine che qualora un’impresa percepisca un contributo in tutto o in parte non spettante si rendono applicabili le seguenti misure:

  • recupero con applicazione della sanzione dal 100% al 200%;
  • interessi pari al 4% annuo;
  • applicabilità dell’art. 316-ter, C.p. per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
C.F. 80094210376 – PEC: amministrazione.er@cia.legalmail.it

Privacy Policy  –  Note legali

WhatsApp chat